Studio Laura Gatti

Apertura del Parco Ducale Restaurato

Parma. Il 9 aprile 2002 il Parco Ducale verrà ufficialmente inaugurato a conclusione di una campagna di restauro che, per importanza, organicità e dimensione, è da annoverarsi tra i più significativi interventi su “Monumenti Verdi” degli ultimi anni in Europa.

Più di nove i miliardi di spesa, sette dei quali messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Parma, 460 nuovi alberi piantati, 180 abbattuti perché irrecuperabili, 600 tra platani ed ippocastani curati con “flebo” contro i lepidotteri, circa 6.000 nuove piante di carpino e acero campestre messe a dimora per ricomporre più di 6 chilometri di siepi, 26 mila metri quadri di nuovo prato e 45 mila di prato rigenerato oltre a 5.374 metri quadri di prato all’inglese.
In più, una nuova illuminazione (su modello antico) e strade di servizio, impianti d’irrigazione e deflusso delle acque, piste ciclabili, ricostituzione dei viali scomparsi e il recupero degli straordinari edifici storici compresi nell’area del Parco, dalle Serre Comunali e degli Aranci, al prezioso Palazzetto Eucherio Sanvitale, al Tempietto d’Arcadia, tutti restaurati e resi funzionali quali sedi di attività di servizio o manifestazioni.
Statue, vasi, piedistalli, compresi i capolavori del Boudard, sono stati restaurati e, dove necessario, sostituiti con copie.

Il progetto di questo non facile insieme di interventi di restauro porta la “firma” dall’architetto Massimo Iori del Comune di Parma con la collaborazione dell’architetto Paola Cavallini. Al loro fianco hanno lavorato, per la parte botanica, l’Università di Parma, l’Ufficio Verde Pubblico del Comune, l’agronomo Laura Gatti e la società Demetra; la consulenza storica è stata assicurata dall’Ufficio Patrimonio Artistico del Comune di Parma e dall’architetto Carlo Mambriani, consulente della Fondazione Cariparma.

Un restauro di questa portata su un monumento di tale importanza presenta non pochi problemi metodologici e scientifici. Per questo, progettisti e consulenti sono stati supportati da un comitato scientifico internazionale composto da Bruno Adorni, Carmen Feliù, Susanna Braga, Vincenzo Cazzato, Maria Augusta Favali, Lucia Fornari Schianchi, Elio Garzillo, Giovanni Godi, Domenico Luciani, Carlo Mambriani e Monique Mosser.

In Europa i giardini alla francese nel cuore della città sono pochissimi: quello di Parma è senz’altro uno dei più belli e documentati. Il suo impianto, progettato oltre duecento anni fa per i Duchi Borbone Parma da Ennemond Alexandre Petitot, è rimasto quasi inalterato fino ad ora.
La limpidezza del disegno, la sua proporzione ed armonia, rischiavano però di perdersi per sempre, a causa del degrado degli ultimi decenni.

Triplice l’obiettivo del progetto di restauro: ripristinare il disegno tracciato dal Petitot, corrotto dalla crescita incontrollata del verde e dall’incuria; sistemare il verde abbattendo alberi pericolanti, curando quelli malati e mettendo a dimora nuove piante; rendere fruibile, secondo le esigenze di oggi ma nel rispetto dovuto alla storia, il Parco Ducale che è il principale polmone verde del centro storico di Parma.

Ad essere interessata dall’intervento è stata l’intera superficie del Parco: l’étoile a est, il transetto centrale, di cui è stato ricomposto il disegno a “quinconce” (allineamento geometrico degli alberi in tutte le direzioni) e la zona della peschiera. Per esaltare il disegno tracciato dal Petitot, il Parco è stato ristrutturato intervenendo sul verde e sul tracciato della pavimentazione. Questa, realizzata in materiale compatto per una superficie di 80.100 mq, è stata interamente rifatta pensando al Parco come zona riservata al passeggio pedonale nel cuore della città. Per le biciclette è stata invece progettata un’apposita pista ciclabile asfaltata che collega tutte le entrate, cingendo il Giardino a sud, a ovest e a nord, fino all’ingresso del Teatro al Parco.

Rispetto al disegno originale, la superficie destinata a prato è molto maggiore, ben 26.000 mq di nuovo prato e 45.000 mq di prato rigenerato, in vista della fruizione da parte del grande pubblico e si è provveduto a piantare 460 nuovi alberi (tigli, ippocastani, platani e querce) mentre circa 180 piante sono state abbattute per ragioni di sicurezza. Un percorso di più di 6 km di siepi di carpino e acero campestre si snoda nel Giardino a foggia di palissade, ossia alte spalliere verdi ritmate da alberi ad alto fusto.

Gli edifici storici come le Serre Comunali e degli Aranci, il Palazzetto Eucherio Sanvitale, il Tempietto d’Arcadia sono stati restaurati e destinati a punti di ritrovo per il pubblico o a sedi espositive. Mentre gli elementi scultorei come statue, vasi e piedistalli, opere settecentesche di Jean Baptiste Boudard, sono stati restaurati e salvaguardati con la sostituzione di copie al posto degli originali.

L’illuminazione è stata anch’essa rinnovata con oltre 160 lampioni (su disegno antico) installati in tutto il Parco e pensata altresì in funzione della valorizzazione delle statue e di alcuni alberi monumentali grazie a fasci di luce dal suolo.

Grazie alla somma di tutti questi interventi, lo splendido gioiello, prezioso polmone verde della città, è stato recuperato alla “dignità ducale”.

(fonte)