Studio Laura Gatti

Superfici sempre vive

ACER n.2 del 2010

Verde verticale e pensile rappresentano due opportunità per accrescere la presenza della natura nelle nostre città, con vantaggi dal punto di vista non solo ambientale ma anche estetico e percettivo. Il verde verticale costituisce un universo in fase di grande sviluppo, un aspetto che se da un lato presuppone vastissime possibilità d’intervento dall’altro comporta tecniche non ancora affinate e un quadro complessivo in continua definizione. Più affermata appare la situazione del verde pensile, che in Italia accusa però un costante ritardo rispetto alle realtà Nord e Centro europee in cui si è inizialmente affermato. Tra i suoi vantaggi la regimazione delle acque pluviali, l’effetto benefico sul microclima, gli effetti positivi sulla climatizzazione degli edifici, l’abbattimento delle polveri e della riflessione del sole. A ulteriore esempio di integrazione estrema di verde e architettura in città riportiamo l’esperienza del Parco della High Line di New York, nato dalla riqualificazione di una linea ferroviaria sopraelevata.

Pareti vegetate per la città

Abbiamo parlato delle caratteristiche tecniche e dei benefici del verde verticale con Laura Gatti, agronomo, tra i fondatori della Società italiana di arboricoltura, docente presso la Facoltà di Agraria di Milano e membro del Comitato di redazione di ACER, che si dedica da tempo allo studio e alla realizzazione d’interventi di “giardinaggio estremo”

Fra gli ultimi lavori, oltre a numerosi concept tra l’Italia e l’Asia, Laura Gatti ha in portfolio la progettazione esecutiva del verde della parete vegetalizzata dell’Armani Hotel di Milano, con Peter Curzon, e del Bosco verticale, progettato da Studio Boeri con Emanuela Borio. In quest’ultimo progetto si è optato per l’uso di alberi (che apportano, a parità di superficie, maggiori benefici rispetto alle componenti arbustiva ed erbacea) studiando le soluzioni tecniche per garantirne le condizioni ottimali di vita, massimizzando così i benefici. Essi vengono ospitati in ecocelle, giardini sospesi caratterizzati da spessori di substrati di almeno 100 cm, più il drenaggio, concepiti in modo tale da ridurre il carico sull’edificio. Particolare attenzione è stata rivolta alla scelta delle specie, all’irrigazione, attraverso un sistema progettato ad hoc, e alla sicurezza riferita ai possibili effetti del vento in condizioni particolari come quelle del Bosco verticale.
Laura Gatti, grazie alla sua diretta esperienza, ci illustra caratteristiche, pregi e difetti del verde verticale.

Quali i benefici e quali gli svantaggi delle pareti vegetate?
A una scala puntuale i vantaggi sono di natura estetica e percettiva, e in parte anche ambientale, anche se i costi reali possono non essere compensati. A una scala più ampia pareti verdi, tetti verdi e giardini sospesi concorrono a mitigare il surriscaldamento delle città, grazie all’ombreggiamento e alla traspirazione dei vegetali. Per la riduzione dell’inquinamento gli alberi sono più efficaci per l’enorme superficie fogliare messa in gioco a parità di superficie. Gli svantaggi risiedono soprattutto nei costi, che stentano ad abbassarsi nonostante il buon livello di competitività raggiunto a questo punto dal mercato, a causa dell’esiguità del numero di interventi realizzati a fronte dell’investimento realizzato dalle imprese. La tecnica va perfezionata soprattutto riguardo a risparmio idrico e durabilità dei sistemi con substrato e occorre potenziare il dialogo tra produttori e progettisti per la selezione di specie vegetali funzionali. A tal proposito cito la progettazione di pareti nelle difficili condizioni climatiche del Nord della Sardegna o la realizzazione di pareti di solo bambù: oltre a identificare la soluzione di parete abbiamo avviato contratti di coltivazione mirati con i vivaisti, della durata da sei mesi a due anni.

Quale soluzione di verde verticale ha il miglior rapporto costi/benefici?
Dal punto di vista del risultato estetico e della durabilità è presto per esprimere giudizi su alcune tipologie non ancora testate in modo esauriente. Ci sono ovvie differenze fra le pareti all’esterno e quelle in interno, poste in condizioni più controllabili e largamente sperimentate.
La scelta delle specie che compongono la parete è il prerequisito essenziale per la sua buona riuscita: non per nulla il lavoro di Patrick Blanc è frutto di un’esperienza pluridecennale. I costi si stanno progressivamente livellando tra le diverse soluzioni: il costo base delle pareti con substrato ingabbiato o contenuto in tessuti speciali, inizialmente più economiche delle pareti senza substrato (del Mur Blanc vero e proprio, per intenderci), può anche raddoppiare se sono necessarie particolari strutture di sostegno.

Quali sono le analisi preventive a un progetto di verde verticale?
Di norma si parte dall’effetto ricercato: se il muro verde è per l’interno occorre definire le specie vegetali in funzione dell’effetto compositivo voluto e altri pochi dettagli tecnici come illuminazione supplementare, irrigazione, raccolta delle acque in eccesso. All’esterno ci sono le condizioni microclimatiche e se l’acqua è un fattore limitante o meno: da questi dipende la scelta di una soluzione o dell’altra. In genere assecondiamo le condizioni del contesto piuttosto che estremizzare la soluzione con infiniti input. In diverse occasioni, in seguito ad analisi tecniche ed economiche, ho scelto un più tradizionale rinverdimento con un miscuglio di rampicanti, come nel caso della nuova biblioteca di Maranello, progetto di Arata Isozaki.

In Italia esistono agevolazioni per interventi di verde verticale?
Non sono a conoscenza di incentivi diretti per realizzare muri verdi. Forse nelle maglie dei cosiddetti “piani casa” delle Regioni qualche norma può essere inserita. All’estero le forme di incentivazione (soprattutto per i tetti verdi) sono numerose e si realizzano sotto forma di crediti di imposta o incrementi di volumetria o superficie. Una prospettiva interessante potrebbe essere offerta dai processi di certificazione di sostenibilità degli edifici da poco anche in Italia (come la Leed certification). Le tipologie di muri verdi con substrato potrebbero essere inserite nei programmi utilizzati per la certificazione energetica degli edifici. Questi interventi sono in genere ben accolti in fase di approvazione del progetto e in un paio di situazioni affrontate i muri verdi derivavano da una prescrizione degli enti, per consentire una migliore integrazione paesaggistica dell’intervento. Ovviamente, il rischio del green washing (o pennellata verde, ndr) è sempre in agguato, sta a noi consulenti trasformare un vincolo in un’opportunità.

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