Studio Laura Gatti

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Prende vita il bosco sul grattacielo di Boeri a Milano. Oggi la prima pianta.

Il 40% degli edifici costruiti negli ultimi 8 anni nel mondo ha più di 12 piani. «Questo dato dimostra il successo straordinario di torri e grattacieli» , racconta l’architetto Stefano Boeri, assessore alla Cultura del comune di Milano e ideatore del Bosco Verticale, il progetto che sta prendendo forma nell’area di Porta Nuova, la grande riqualificazione urbana del capoluogo lombardo. Ma il Bosco Verticale non sono solo due torri, una di 120 e l’altra di 80 metri di altezza. Si tratta soprattutto di un’ecosistema urbano che sviluppa il verde in altezza, in modo integrato sulle facciate, dove cresceranno oltre 20mila piante e 700 alberi.

La prima pianta è stata posata in vasche dotate di reti elettrosaldate presenti sui terrazzi, larghi 3,5 metri ciascuno. Un team specializzato di botanici e giardinieri ha selezionato accuratamente le piante, le ha precoltivate in un vivaio per due anni, e sarà incaricato della manutenzione dei terrazzi, durante soli tre interventi annuali a carico del condominio (i costi verranno spalmati nelle spese condominiali). Complessivamente gli alberi che verranno piantati sulle torri coprirebbero un ettaro di bosco. «Il Bosco Verticale rappresenta l’edificio di maggior significato per Porta Nuova – ha detto Manfredi Catella di Hines, developer della grande riqualificazione urbana -, si tratta di un riferimento unico nell’architettura sostenibile e nell’edilizia mondiale. La sostenibilità è un tema centrale, industriale direi e non di marketing, dell’intero progetto» .

Il progetto architettonico prevede che sui balconi delle due torri vengano installati 480 alberi di altezza grande e media e 250 alberi di piccole dimensioni oltre ad arbusti e piante perenni per oltre 100 specie diverse e 10mila mq di verde. La piantumazione avviene attraverso una gru che, da livello strada, solleva le piante imbragate fino a terrazze che arrivano anche a 110 metri di altezza. L’obiettivo é una diminuzione del 30% dei consumi energetici e la depurazione degli spazi interni attraverso l’assimilazione delle polveri sottili da parte delle piante.

Sono stati effettuati due test, uno dal Politecnico di Milano e uno dalla Florida International University di Miami, per collaudare il sistema di piantumazione, capace di resistere fino a 190 km/h di vento. L’irrigazione è completamente centralizzata, i singoli inquilini non dovranno occuparsi di alcun aspetto legato alla manutenzione del verde verticale. «L’albero è stato al centro dell’intero processo di progettazione – ha detto la paesaggist Laura Gatti -. È stata triplicata la capacità in punta dei solai dei balconi, per poter reggere la piantumazione. Ad ogni albero è stato destinato un metro di suolo» . Verrà anche adottato un piano di lotta biologica per tenere lontani insetti e altri parassiti, senza utilizzare i tradizionali antiparassitari ma alcuni diffusori-spia. Per quanto riguarda il mercato, Hines ha reso noto che il prezzo al metro quadro degli appartamenti nel Bosco Verticale parte da 7mila euro. Già vendute il 60% delle unità messe in vendita dall’inizio del collocamento, per un valore medio compravenduto a 9mila euro al metro. Il taglio medio delle unità vendute nelle due torri nel 2012 è pari a 170 metri quadri. Il 75% degli acquirenti sono residenti nel centro storico di Milano.

Tale percentuale, se consideriamo l’intero progetto di Porta Nuova, si ferma al 60 per cento. Tra i diversi progetti residenziali presenti nell’area, finora sono state vendute oltre l’80% delle unità messe sul mercato, con valori medi tra i 7mila e i 10mila euro al metro quadro, per un valore medio compravenduto di 1,5 milioni di euro.

13 giugno 2012  - Michela Finizio

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