Studio Laura Gatti

VERTICAL GREEN MILANO – RCS MEDIAGROUP

VERTICAL GREEN MILANO – RCS MEDIAGROUP

 

 

 

La nuova sede di via Rizzoli dell’importante gruppo multimediale, progettata da Boeri Studio e completata nel 2011, caratterizza come landmark l’area est della città di Milano. In relazione discreta ed elegante con le aree verdi dei parchi Lambro e Forlanini, fa ormai parte integrante del paesaggio urbano. Meno conosciuti, perché ricavati negli spazi interni, sono i suoi giardini pensili e l’interiorscape, realizzati attraverso l’adozione di soluzioni progettuali ad alta tecnologia. Il complesso della sede milanese del noto gruppo edito- riale RCS Mediagroup, realizzato da Boeri Studio con la collaborazione di importanti professionisti di differenti discipline, si estende su un un’area di oltre 22mila metri quadrati ed è stato realizzato secondo principi e soluzioni costruttive e impiantistiche attente all’obiettivo dell’alta sostenibilità ambientale del progetto. Facente parte integrante, ormai, del paesaggio urbano del capoluogo lombardo e, in particolare, in stretta relazione con i limitrofi parchi Lambro e Forlanini, questo complesso racchiude al suo interno diverse oasi verdi: aree a giardino per il relax dei dipendenti e pareti vegetali fiorite realizzate con la metodologia di Patrick Blanc.

Le aree verdi

Le aree “a giardino” sono caratterizzate da un sistema di quattro aiuole di forma circolare distribuite nel piazzale interno interessato da traffico veicolare e funzionale al transito e alla manovra di mezzi pesanti. Questa zona, inoltre, è contraddistinta da un sistema di verde perimetrale e di raccordo che si sviluppa lungo le facciate interne degli edifici e degli ingressi pedonali e carrabili. Grazie alla loro definita connotazione architettonica, le aree verdi sono riuscite nel difficile intento di integrare gli aspetti funzionali legati alla presenza di elementi interrati (griglie, corpi fuoriuscenti e aree di manovra) fino a farli quasi scomparire: l’insieme si presenta come un gradevole spazio capace di mitigare la preponderanza delle superfici pavimentate e, quindi, di ammorbidire, a livello percettivo, la forte connotazione minerale dello spazio condiviso e influenzare le condizioni microclimatiche.

A livello progettuale, si è scelto di puntare su un’immagine del verde molto ricca e naturale, con impianto vegetale denso, in grado di interagire in modo efficace con gli elementi architettonici, riequilibrandone la percezione e comunicando una maggiore vivibilità degli spazi verdi che sono aperti alla fruizione. Si sono quindi costituiti nuclei di vegetazione (erbacea, arbustiva e arborea) a elevata intensità di impianto e si è assicurato agli apparati

radicali, compatibilmente con i vincoli di carico, un sub- strato di coltivazione adeguato per volume, qualità strutturale e composizione. Il risultato: “isole” dense di vegetazione arborea, arbustiva e tappezzante, che forniscono un’occasione di pausa e rilassamento gradita durante tutte le stagioni dell’anno. L’assortimento delle specie vegetali, scelte in base alle caratteristiche delle fioriture scalari e delle colorazioni autunnali del fogliame e della sua persistenza, è stato particolarmente curato e l’utilizzo di individui di differenti dimensioni già all’impianto ha consentito di ottenere un effetto disetaneo nella composizione vegetale. L’immagine del bosco è sostenuta sia dalla com- ponente arbustiva sia da quella erbacea, molto ricca, utilizzata accostando macchie monospecifiche con tessitura articolata di volumi, tonalità di verdi e colore delle fioriture. Gli specifici requisiti di substrati – leggeri, aerati e “rootable” svolgono funzione di accumulo, di drenaggio e consentono di realizzare l’ottimale equilibrio tra esigenze di buona radicazione e sviluppo nel tempo delle piante e quelle di contenimento dei carichi/m2 compatibili con la portata delle solette – hanno comportato, per la realizzazione degli strati più profondi, l’utilizzo di agriperlite in sacchi di TNT, di facile movimentazione. L’irrigazione avviene per subirrigazione, con tubazione gocciolante protetta con calza di polipropilene, sia per migliorarne la distribuzione sia, vista la elevata frequentazione del sito, per l’alto rischio di tagli e schiacciamenti.

La parete vegetale

Collocata in corrispondenza di una scalinata che collega la hall posta alla quota di via Rizzoli con l’area ascensori a livello dei giardini, la parete vegetale è realizzata con metodologia affine ai noti

“Mur Blanc” che, in questo specifico caso, è stata ritenuta la più idonea per la semplicità di installazione, il ridotto peso e lo spessore contenuto che hanno consentito di adattare la parete a uno spazio che, originariamente, non ne prevedeva l’installazione. Considerando l’ampiezza dello spazio di ambientazione, la scelta si è orientata verso specie con caratteri molto marcati, appartenenti a generi consolidati: foglie carnose, aspetto esuberante, verdi ben definiti e aspetto glossy. L’accurata scelta delle specie ha evitato che, a distanza di tempo, alcune di esse sovrastassero le altre, causando la degenerazione della composizione originaria.

A PARETE VEGETALE

La parete vegetale ha una superficie di circa 40 m2, e un’altezza mas- sima di 3 metri. È collocata in uno spazio ampio e luminoso ma, l’e- sposizione a nord e i rilievi fotometrici hanno consigliato l’integrazione di lampade ad alogenuri metallici, regolate da timer e luxmetro. La so- luzione progettuale prevede la coltivazione delle piante su un substrato inerte di pochi millimetri che assicura la distribuzione, regolare e co- stante, di una soluzione circolante in un ambiente aereo idroponico. Una struttura metallica ancorata al muro esistente sostiene lo strato imper- meabilizzante (lastra in PVC) distanziato dalla parete di una decina di centimetri per favorire la circolazione d’aria; due teli di tessuto-non-tes- suto costituiscono il substrato di radicamento e coltivazione delle pianti- ne, inserite in tasche. Le piante (Adianthum spp., Aglaonema spp., Anthurium spp., Asplenium spp., Ficus spp., Medinilla spp., Philodendron spp., Pteris spp., Nephrolepis spp., Schefflera spp., Spatiphyllum spp.) sono state messe a dimora con densità di pronto effetto (copertura vegetale 80%). Alla base della parete è presente una canalina di sgrondo che veicola le acque di percolazione a un pozzetto. Programmatore, elettrovalvole, filtri e dispositivo per la fertirrigazione sono allo- cati in un vano facilmente raggiungibile. Un sistema di controllo a di- stanza, con sonde di umidità disposte nel substrato a differenti quote, consente di intervenire tempestivamente in caso d’interruzione accidentale o malfunzionamento dell’impianto idrico.

LE AREE VERDI

La stratigrafia che forma il substrato di radicazione al di sopra del manto impermeabilizzante è costituita da:
• uno strato di separazione, aereazione e drenaggio in georete in HDPE, accoppiata a doppio strato di telo in PE, con spessore di 8 mm;

• uno strato di accumulo in agriperlite in sacchi di tnt con spessore di 8 cm, fino a raggiungere la quota finale, al netto dello strato di substrato;
• uno strato filtrante tnt con spessore di 160 gr, che risvolta verticalmente;
• una tubazione gocciolante;

• un substrato specifico per verde pensile di spessore variabile da 8 fino a 50 cm;
• pacciamatura biodegradabile in fibre naturali;
• vegetazione di impianto.
Lo strato arboreo è costituito da un assortimento di pruni da fiore: (Prunus subhirtella, Prunus “Accolade”, Prunus “Tai Haku”, Prunus cerasifera “Pissardii” e Prunus subhirtella ”Autumnalis”). Alcuni Liquidambar styraciflua forniscono struttura e volume alle masse arboree. Gli arbusti spoglianti hanno fioriture prevalentemente nella tonalità del bianco (Exochorda “The Bride”, Loni- cera fragrantissima e Viburnum “Mariesii”) con alcuni accenti di lilla scuro (Hydrangea aspera); quelli sempreverdi (Viburnum davidii e Viburnum harryanum) assicurano una copertura anche durante l’inverno. Alcune specie hanno fiori intensamente profumati: Sarcococca humilis e Lonicera spp. Nella copertura erbacea il colore delle fioriture (bianco prevalente, con blu e qualche accento di rosa) è coordinato nell’effetto generale del- la composizione. Erbacee giganti come: Petasites japonicus, Crambe cor- difolia e Angelica archangelica contribuiscono, con le fioriture e le colo- razioni autunnali del fogliame, ad accentuare la dinamicità dell’evoluzione stagionale nelle composizioni vegetali.

Progettiste: Emanuela Borio, Laura Gatti Paesaggiste di formazione agronomica, nella loro collaborazione di lungo corso mettono in gioco le specifiche affinità e attitudini: il risultato va oltre la somma delle due unità. Insieme, collaborano con team internazionali e hanno lavorato con Gilles Clément, Kengo Kuma e Stefano Boeri. Oltre a svolgere la loro attività nei propri studi professionali, Emanuela Borio è da tempo giudice internazionale per Entente Florale mentre Laura Gatti è professore a contratto presso il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università di Milano.

 

TOPSCAPE PAYSAGE n.14 -Contemporary Landescape Project